A febbraio torna Bรกyรฒ !

Politiche dellโ€™altrimenti come linee di fuga

Il nuovo tour italiano di Bรกyรฒ Akรณmolรกfรฉ

sarร  un festival para-pedagogico, una libagione nelle crepe, una pragmatica dellโ€™inutile, una opportunitร  per pensare insieme politiche dellโ€™altrimenti anche lร  dove ogni linea di fuga sembrerebbe preclusaโ€ฆ 

Un festival itinerante con 4 tappe –  1 febbraio: Black History Month a Torino, 2 febbraio: Uni Bicocca a Milano,  3 febbraio: Scuola Etno-sistemico-narrativa a Roma, 4 febbraio: Terzo Paesaggio a Milano

Ogni incontro una variazione sul tema per declinare un’ecologia delle pratiche e  per ricordare cosa possa significare “casa” fuori dall’illibertร  sovrana mentre piangiamo e ridiamo con i nostri parenti umani e non umani in questa terra desolata.

La preposizione greca ฯ€ฮฑฯฮฌ ha molti significati: simile, oltre, al di lร , contro.  Come prefisso para- รจ spesso usato come contrappunto al significato consolidato di una parola, di una pratica, di una disciplina. Come in paramedico (qualcosa che si aggiunge ma non sostituisce la medicina) paranormale (decisamente al di lร  del normale) paradossale (contrario all’opinione comune). Il para-pedagogico si riferisce ai contesti, ai paesaggi percettivi, alle dimensioni relazionali che aprono a un pensiero nel-mentre, a un pensiero in fuga, a un pensiero emergente sempre a partire da pratiche che attraversano i corpi e le menti al di lร  dei confini e delle categorie date.

Dettagli

1 febbraio Torino

Due eventi : Bayo inaugura  il BHM di Torino alle 16.30 al Museo Reale in piazzetta Relae 1, con una conversazione che intreccia la riflessione su quali ereditร  e quali appartenenze  lasceremo  a figli e nipoti con il tema della nerezza come risorsa transrazziale, riccheza eccedente le architetture della modernitร  coloniale.

Alle 20.30 alla libreria Trebisonda  via Santโ€™Anselmo 32 rprenderemo la conversazione con la presetazionedi โ€œQueste terre selvagge oltre lo steccatoโ€  coadiuvati dalle lettura di Vesna Scepanovic

Non sono necessarie prenotazioni

2 febbraio Milano

Ore 14 Universitร   Bicocca edificio U6  IV piano  stanza 4152

Per le Bell Hooks lectures del Dipartimento per le scienze umane della formazione conversaziione aperta, non รจ necessario iscriversi

Pensieri diasporici

La storia della schiavitรบ รจ ricca di lezioni di resistenza, creolizzazione e fuga dallโ€™ingiustizia – dai quilombo brasiliani allโ€™undeground railroad 

La โ€œnerezzaโ€ (blackness) prima ancora che un paradigma identitario รจ sempre stata un eccesso relazionale  che la neuro-tipicitร  coloniale non รจ mai riuscita a domare. Ma che fare quando non cโ€™รจ via di fuga, quando  le geopolitiche e la violenza di stati e imperi normalizano la distruzione e si rifiutano di disarmare il lutto? Come aggiornare le lezioni della โ€œnerezzaโ€ immaginando unโ€™ecologia di pratiche senza cedere a facili politiche identitarie nรฉ accettare lโ€˜anestesia delle coscienze?

Come prendere posizione trovando linee di fuga da unโ€™architettura sociale in cui le crepe diventano sempre piรน evidenti?

<https://www.facebook.com/events/941883860637038/>

Possibile accedere on line al link https://unimib.webex.com/wbxmjs/joinservice/sites/unimib/meeting/download/606958E16DDCD506E0531AA2FD0AFEBA

3 febbraio Roma Roma dalle 10 alle 18 via Cesare Balbo 4 a

ยซIl feticcio supremo della modernitร  รจ forse la nozione di individuo. Avulso da relazioni ecologiche, pixelato all’interno di uno spaziosensoriale e cognitivo funzionale ai ritmi imposti da una forma di economia divorante e cieca. Ma il feticcio non funziona piรน e lesoluzioni proposte continuano a far parte del problema. La salute non puรฒ fondarsi sul diniego dellโ€™intreccio ferito con un pianetavivente, nรฉ lโ€™idea di cura ridursi alla ricerca di rimedi palliativi per la crisi di una modernitร  che nessuna โ€œsoluzione finaleโ€ puรฒโ€œguarireโ€ con una delirante formattazione di ciรฒ che devโ€™essere normalizzato.ยป

รˆ invece nelle crepe della crisi che qualcosa di diverso puรฒ emergere.

Aggiungendo il prefisso ab (che indica il muoversi โ€œdaโ€) Bรกyรฒ Akรณmolรกfรฉ  propone un pensiero โ€œin fugaโ€ dallapsicologia adattiva verso ecologie della salute e della cura in continua tensione verso un โ€œaltrimentiโ€ fertile e animato.

La sessione mattutina proporrร  un workshop  esperienziale,  quella pomeridiana elementi di riflessione e confronto.

Eโ€™ necessario iscriversi scrivendo  a  info@etnopsi.it (Tel.) +39 3317149736 

Il seminario ha un costo di 80โ‚ฌ (50โ‚ฌ per ex alliev* e partecipanti al gruppo   โ€œClinica della    crisiโ€).

Alcune borse di studio sono disponibili per facilitare lโ€™accesso a persone fortemente motivate ma impossibilitatea seguire la giornata seminariale per difficoltร  economiche.

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Infine 4 febbraio Milano, Terzo Paesaggio, Padiglione Chiaravale, via San Bernardo 17

dalle 11 alle 17โ€‚


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Per un’ecologia delle pratiche

(piccolo festival para-pedagogico) 

Una intera giornata di piccole sperimentazioni e conversazioni per imparare e disimparare insieme. Terzo Paesaggio e Clinica della Crisi sono felici di ospitare nuovamente Bรกyรฒ Akรณmolรกfรฉ a Chiaravalle.

E’ necessario iscriversiโ€‚a questo link:

https://www.eventbrite.it/e/biglietti-per-unecologia-delle-pratiche-bayo-akomolafe-795361647097?fbclid=IwAR1N-NYQ2ABIRSaU_2P9zRFG6vTH7iZcSGhMaNiC2udiPNrSfAer8_6qDsA

A seguire alle 18 incontro ristretto per Clinica della Crisi, Vunja! e per chi ha seguito Bayo nelle varie tappe di questo e del suo tour precedente. Chi รจ interessato  a quest’ultimo evento mi scriva a fabrice.olivier.dubosc@gmail.com

Bรกyรฒ Akรณmolรกfรฉ  intreccia il pensiero critico contemporaneo con le intuizioni della tradizione Yoruba. Pur avendoprivilegiato la libertร  del pensiero nomade alla carriera universitaria รจ in dialogo continuo con gli ambiti di ricerca piรน creativi in molteplici contesti. Ha fondato The Emergence Network. Nel 2022, รจ stato  nominatoprimo Global Senior Fellow (o โ€œprovocatore residenteโ€) dell’Othering and Belonging Institutedell’Universitร  di Berkeley (California).  In italiano รจ uscito il suo โ€œQueste terre selvagge oltre lo steccato -lettere a mia figlia per far casa sul pianeta โ€  (Exรฒrma 2023).

Se appena riuscite, non perdetevi Bayo che รจ uno dei trickster piรน gentilmente animati e capace di spiazzare intrecciando visioni che abbia mai conosciuto. 

Grazie!


Un primo ringraziamento con le poche foto che ho raccolto che non restituiscono quanto รจ accaduto ma ne restituiscono uno scorcio.

Ringrazio tutti quelli che hanno reso possibile il tour di Bayo Akomolafe in Italia per la presentazione del suo libro โ€œQueste terre selvagge oltre lo steccatoโ€ un tour che รจ diventato un workshop itinerante di politiche dellโ€™altrimenti, di pedagogie sensoriali e concettuali, di nuove frequenze di soglia nelle crepe di questa crisi permanente di cui troppo spesso sembrano far parte anche le nostre supposte โ€œsoluzioniโ€ e certezze.

A Exรฒrma per aver avuto il coraggio di pubblicarlo: a Claudia Mejia e Rebecca Rovoletto per lโ€™accoglienza veneta,

a Gianluca Solla e Rosanna Cima per aver offerto generosamente ospitalitร  e supporto costante a Suranga e Judith Katugampala per aver colto lโ€™opportunitร  di immaginare il possibile coinvolgendo martedรฌ 16 il Laboratorio autogestito Paratodos di Verona. Grazie a Lahcen, a tutto il collettivo e al laboratorio di ricerca partecipata Saperi Situati dellโ€™Uni di Verona. A Wissal Houbabi per la performance poetica oltre la monolingua. A Rosie Heinrich per lo scambio generativo e il sostegno nella stanchezza.

Bisogna aggiungere che Suranga aveva allertato Andrea Perini che ha immediatamente colto la visione per Terzo Paesaggio e MadreProject e invitando Bayo a Milano non solo a ragionare mercoledรฌ 17 di ecosofie ed ecologia profonda (in un progetto che coinvolge anche Tim Ingold e Timothy Morton) ma a proporre un workshop multisensoriale di Bayo al Padiglione Chiaravalle.

Il sostegno di Terzo Paesaggio ha reso il viaggio possibile e questo dice molto. Grazie anche al Centro Internazionale di Quartiere che ha ospitato la serata Grazie a Ronke Oluwadare a sostegno in tutti gli eventi milanesi e al collettivo genealogie del Fuuro che รจ intevenuto sintonizzandosi con grande sensibilitร . E a Ludovica Amat cosรฌ attenta nel coordinarsi e seguire il lavoro prezioso con la stampa di Maia Terrinoni. A Telmo Pievani per il bellissimo articolo su La Lettura, a Francesca Giommi per lโ€™intervista sul Manifesto e a Eugenio Giannetta per quello sullโ€™Avvenire.

Giovedรฌ 18 Bayo ha parlato allโ€™Uni di Torino in un incontro con Diego di Masi che lo ha ospitato insieme a Carmen Concilio e Roberto Beneduce in un emozionante dialogo a piรน voci. Con un nutrito drappello di Clinica della crisi presente.

Il pomeriggio al Salone del Libro la lettura di brani del libro da parte di Gabriele Vacis e i commenti di Akomolafe hanno resistito con flemma alla cacofonia sonora che ci circondava: E poi lโ€™intervista di Loredana Lipperini a Fahrenheit. Grazie a Maria Nadotti per lโ€™intervista a Bayo e la sensibilitร  intuitiva che ne ha colto da subito il valore. E a Roberta Mazzanti per il sostegno anche nelle avversitร .

A Mia e Buck per essersi occupati di Alethea e ancora a Rebecca Rovoletto per il supporto logistico a Torino.

Alethea con Buck

Venerdรฌ 19 a Milano alla Fondazione Feltrinelli Susanna Mati con grande intelligenza e garbo ha risuonato con le implicazioni stilistiche e filosofiche del libro. Grazie a Giulia Frova e Emma Borsani e a Razzismo Brutta Storia per il sostegno dato sia a Verona che a Milano.

La serata conclusiva al cantiere รจ stata indimenticabile. Grazie a Selam, Ronke e Rahela e Decolonise the City per gli incontri preparatori e il calore con cui Bayo si รจ sentito accolto e ha potuto risuonare.

Grazie anche a Gaja Ikeagwana a Jerry di Matrika che ha seguito tutti gli incontri e a Francesca Cogni per la instant graphic novel della serata.

Infine grazie per il sostegno e la presenza di EJ, Alethea e Kyah Akomolafe senza i quali non avremmo Bayo Akomolafe: chi di noi ha potuto incontrarli non li dimenticherร .

come ha commentato Ludovica “Benvenuta nelle nostre vite Alethea, grazie al tuo Dada, portaci lontano, qui vicino”…

E non dimentico tutti gli altri che hanno dato un supporto essenziale nel rendere possibile la logistica complessiva del tour: Antonio, Roberta, Rebecca, Diego, Monica, Nijmi, Clotilde, Debora, Kadidia, Marina. Domenico, Rosanna, Gianluca.

E a tutti quelli che forse dimentico e a tutto quello di non visibile รจ accaduto e ha fatto accadere.

Presto saranno disponibili alcune delle registrazioni.


esplorare le faglie/creare comunitร  trans-nazionali(un invito)

Condivido alcuni brani dell’introduzione al corso di Bayo Akomolafe “We will dance with mountains – into the cracks”

Esiste la possibilitร  di partecipare come gruppo (fino a dieci persone) condividendo la spesa – che per un corso cosรฌ lungo mi sembra davvero contenuta… Sarebbe bello che un gruppetto di Clinica della Crisi partecipasse per poi condividere le pratiche emergenti dall’esperienza. Chi รจ interessato mi mandi un mail o scriva in Messenger o su whatsapp. C’รจ ancora posto! Una buona conoscenza dell’inglese รจ necessaria.

Trovate l’intera presentazione in inglese qui https://course.bayoakomolafe.net. Se vi interessa leggetela per intero.

Buona lettura

Da un anno e molti mesi, la pandemia da coronavirus ha spazzato il mondo come una febbre inarrestabile, attraversando le cittร  da Auckland a Zacatenas, toccando villaggi remoti, infestando lโ€™intimitร  spensierata del tatto, aggirandosi furtivamente tra membra intrecciate, aleggiando a mezzโ€™aria, arruolando corpi africani con i suoi imperativi biologici, turbando la fiducia delle previsioni, suscitando accese discussioni Euro-parlamentari sul modo migliore di condurre la guerra, strappando la tela del cielo, costruendo consolati diplomatici nelle nuove elusive varianti del virus da dove enunciare agli umani convincenti corteggiamenti.

Nei mesi da quando i primi vaccini sono stati annunciati a un ordine globale esausto, sembra essere tornata una normalitร  virgolettata, accompagnata dalla colonna sonora di una persistente irruzione virale. I motori ronzano; gli amministratori sono corsi a spacchettare I vecchi attrezzi, a lucidare le aste delle bandiere, a stringere I vecchi bulloni, e a rassicurare ogni cittadino della funzionalitร  di quanto cโ€™era prima. Ma cโ€™รจ qualcosa di diverso: qualcosa fuori asse a livello molecolare. Non tutto รจ tornato come lo ricordavamoโ€“โ€“nemmeno noi. Lโ€™accordo dissonante dellโ€™ insuccessoโ€“โ€“oggi fosse amplificatoโ€“โ€“innerva la passata allegria con cui cantavamo le cose. Forse oggi piรน che mai, I nostri ottimismi sembrano crudeli, le nostre speranze post coloniali affossate, le lotte per ottenere giustizia venate di cinismo. C’รจ quasi un desiderio che vada tutto in malora. La casa ci รจ stata sottratta. E dove vai quando tutto crolla, quando ti hanno portato via la casa, quando appaiono le crepe?

Corre voce che le crepe non siano necessariamente una minaccia. E che vi possa essere una curiosa abbondanza in quei luoghi di frattura.ย ย Una leggenda dice che un popolo rapito arrivato sulle sponde brasiliane secoli fa trovรฒ il modo di tessere una politica post-umanista di cura, una nuova teologia dellโ€™annusare e del mangiare e toccare e percepire, un altare sovversivo di dei e dee nei loro terreiros fuggitivi. Chiusero gli occhi e ballarono con divinitร  multietniche nella coreografia di bizzarri santuari. E abitando nuovi siti di potere.

Forse quel sentimento di sconfitta contro-imperiale che ri-configura la normalitร , che sollecita a nuove respons-abilitร , a nuove dis-abilitร , e alla ricerca di santuari, si sta muovendo in questi nostri paesaggi epidemiologicamente coniugati, in questa era dellโ€™ โ€œiposoggettoโ€* e del fuggitivo. Forse non vi รจ altro luogo dove andare se non nelle crepe. Forse il nostro attivismo piรน profondo รจ in questa danzaย ancora a venire.

* Iposoggetto: un termine coniato da Timothy Morton. โ€œIposoggetti sono gli squatter e i bricoleur. Essi abitano le crepe e gli avvallamenti. Ribaltano tutto e operano miracoli con scarti e resti.โ€

(โ€ฆ)

Questo corso aspira a costruire un approccio/ un’estetica che ci aiuti ad andare al di lร  della rigiditร  dei nostri paradigmi di giustizia, oltre la critica, oltre lo sfinimento delle politiche di sinistra e delle dinamiche elettorali, oltre la autoreferenzialitร  della cancel culture, oltre i limiti della teoria intersezionale e delle politiche della rappresentanza, oltre il fallimento delle ingiunzioni a recuperare il tempo perduto da cui dipenderebbe lo sviluppo delย ย cosiddetto Sud Globale, oltre la nostra rigidissima dipendenza dagli Stati nazione, e lโ€™appiattimento della nostra immaginazione sullo status quo. Inoltre, questa nuova versione del corso cura particolarmente lโ€™intreccio di un ethos post-nazionalistaโ€“una considerazione attenta ai fallimenti degli stati nazione e la necessitร  di nuove unitร  politiche che non dipendano dalla violenza dello stato.

Questa versione del Corso si distingue da quelle precedenti per lโ€™attenzione alle pratiche e alla cura, non si tratta solo di parlare del creare santuario, ma di โ€˜farloโ€™โ€“materializzando una umile pragmatica politica della trasformazione, con risposte diverse e nuove cosmo percezioni.

(โ€ฆ)

Lโ€™obiettivo formativo di questo corso animista รจ di mettersi al servizio di coloro che sono stati disarticolati feriti e delusi dalle politiche dominanti e anche dalle controffensive degli attivismiโ€“รจ per coloro che non ne possono piรน dei soliti modi di parlare, che sono spossati dallโ€™obbligo di aderire e che aspirano ad altri modi di generare respons-abilitร  per questi tempi interessanti. Il corso offre ricontestualizzazioni ispirate da tradizioni, intuizioni e letture che offrono un punto di rottura fuggitivo dal solito tran tran. In altre parole il focus del curriculum di questo corso รจ diย far lavorare le ferite,ย di trattarle come portali e faglie connesse a importanti movimenti tellurici invece che come problemi da sradicare a partire da un modello dominante.

Ma lโ€™obiettivo di questo corso non รจ di aiutare le persone a โ€œcapireโ€ o di giungere a un consenso cristallizzatoโ€“ e nemmeno di trovare soluzioni ai nostri problemi; lโ€™invito singolare di questo festival รจ di comporre insieme una celebrazione politica trans-locale dellโ€™invisibilitร , unโ€™estetica postnazionalista e postumana volta a incontrare il mondo in altro modo, un cadere a terra insieme, diventando vivi in altro modo. Vogliamo coltivare nuove sensibilitร , condividere ricette per mangiare ed essere mangiati, invitare nuovi profumi e visioni.

Laย Nerezzaย รจ il leitmotiv questo corso. Questaย Nerezzaย non รจ un sogno pan africanistica associato a visioni di eventuale supremazia, ritorno e coerenza nazionalista e non parla nemmeno di una nerezza afrocentrica, statica ed essenzialista. Non si limita al concetto identitario antagonista associato alle dinamiche dellโ€™identitร  nelle comunitร  Afro-diasporiche, e non รจ una promessa disincarnata e universale di emancipazione. In sintesi, questa Nerezza non รจ una creatura dello Stato o della giustizia. Questa Nerezza, pure secreta dalla storia e dalle storie e dai lutti di corpi neri, รจ lโ€™olio votivo che illumina la fine di un โ€œmondoโ€, cercando crepe nel vasto territorio umano (lโ€™Anthropos), e promuovendo pratiche decoloniali fuggitive. Tale Nerezza sconcerta: รจ un invito a intrecciare i fili della complicitร  senza cadere nella comoda trappola della colpa; un invito a mappare il desiderio e a fare i conti con il fallimento. Un invito a combattereโ€“non con i poteri stabiliti che disprezziamo, ma con le nostre paradossali collusioni che sostengono tali poteri. Un invito a pensare.

Si parte!

Settembre รจ il mese giusto per partire.

Parte allora ufficialmente questo Blog del Laboratorio permanente di Clinica della Crisi, che sarร  il luogo di raccolta e archivio dei contributi e degli approfondimenti nati e cresciuti in seno al costante dialogo a piรน voci, inizialmente scaturito da uno scambio di missive e ragionamenti, su clinica critica e crisi del Possibile. Da qui la volontร , dopo quasi un anno, e dopo l’apertura di uno spazio sui social e la pubblicazione di una raccolta di lemmi, di aprire anche questo luogo di raccolta, snodo e confronto.

Parte il Lessico della Crisi e del Possibile, curato da Fabrice Olivier Dubosc che sta vedendo la luce in questi primi giorni di settembre: รจ un testo caratterizzato dall’incontro di 44 autori e autrici per il racconto di 100 Lemmi posti a snodo della riflessione iniziata con il Laboratorio di CDC.

Partono una serie di eventi legati alla pubblicazione del Lessico che vorranno essere piรน che presentazioni, momenti di pratica collettiva del Possibile.