A come…. (incipit)

Non possiamo ovviamente pubblicare qui integralmente i lemmi del Lessico della Crisi e del Possibile che sta uscendo a brevissimo in libreria. Ma per incuriosire chi legge e invogliare all’acquisto e alla diffusione (e alla discussione) abbiamo pensato di presentare un brevissimo incipit di ogni lemma – cominciando oggi con la lettera A.

accelerazionismo

Nel 1799 la macchina a vapore veniva salutata dai media dell’epoca come “il più grande progresso pratico mai fatto” dal genere umano, un progresso che annunciava un’epoca di benessere economico ma che inaugurava anche quell’inarrestabile, appassionato e accelerato consumo di energia fossile responsabile di quell’accumulo di biossido di carbonio che contribuisce ai grandi cambiamenti geoclimatici.

acrobati

A 13 anni ha vissuto la sua prima acrobazia. La guerra in Liberia del 1992 l’ha fatto fuggire con la famiglia in Costa d’Avorio e poi in Ghana. Durante il soggiorno nel campo profughi di Accra nel Ghana ha scoperto la sua vocazione di artista funambolo che avrebbe poi perfezionato col tempo nelle vicende della sua vita. Lui, pendolare tra la Libia, l’Algeria, la Nigeria, il Ghana, il Togo, il Benin, la Costa d’Avorio e il Niger come terra di transito permanente. Jackson si trova a Niamey, Niger, da quasi due mesi e non ha ancora trovato lavoro.

afrofuturismo

La parola afrofuturismo è ormai ovunque. Sulle T-shirt grigio perla del centro commerciale, nei titoli degli inserti culturali, nei programmi delle conferenze accademiche, nei raduni dei fanatici di fantascienza, nelle fanzine degli appassionati di fumetto.

Antigone e la legge del mare

Sofocle, nella tragedia Antigone, mette in scena il confronto tra due leggi, una giusta una ingiusta. Con un atto di pietà Antigone seppellisce il fratello ribelle anche se l’editto di Creonte aveva proibito la sepoltura per i traditori. Antigone invoca una legge che riconosce nella vulne­rabilità del vivente il luogo dove ciò che è giustizia traspare (cos’altro infatti è la sepoltura se non il riconoscimento di una comune ed estrema vulnerabilità? il riconoscimento nel lutto che una vita sia stata o avrebbe potuto essere amata? – vedi voce cimiteri migranti).

antisemitismo 2.0

L’antisemitismo è un’Idra a cui sono ricresciute molte teste, dopo che è stata troncata la più mostruosa che portò al genocidio degli ebrei d’Europa. Non esistono più forze che aspirino a instaurare regimi totalitari aperta­mente antisemiti in Occidente e sono decadute le teorie “scientifiche” che fecero da sovrastruttura ideologica all’antisemitismo tradotto nelle leggi razziali che avviarono la persecuzione terminata nei campi di sterminio.Ma al netto dei negazionisti e antisemiti dichiarati, oggi è possibile commemorare la Shoah con i rituali del mai più! e pure aggirare il tabù antisemita raccogliendone però la tradizione in nuove dissimulate forme.

antropocene /capitalocene

Il termine Antropocene è stato coniato per la prima volta dal biologo Stoermer negli anni Ottanta del secolo scorso e ripreso dal Nobel per la chimica atmosferica Paul Crutzen nel suo famoso libro Benvenuti nell’Antropocene. Nel 2016 l’International Geological Congress ha raccomandato la sua adozione per indicare la nuova era geologica della Terra. Antropocene deriva da anthropos, e indica la rilevanza dell’agire umano per la sopravvivenza della vita su questo pianeta.

antropologia della violenza

Cosa significa oggettivare la violenza su un piano antropologico, farne oggetto di studio? Grazie alla raccolta curata da Fabio Dei, incontriamo le ricerche di antropologi che ci offrono prospettive per provare a decostruire alcuni luoghi comuni sulla natura umana violenta: facendoci osservare in profondità gli scenari divenuti rappresentazioni della violenza “etnica”, o ripensando alcuni episodi nella storia del colonialismo.

apocalissi culturali

Di fronte ai rischi molto reali sul futuro del pianeta e al tempo stesso consapevoli degli aspetti potenzialmente paralizzanti di un immaginario catastrofista sempre più incalzante, siamo portati a cercare rifugio in una sorta di “appendice” alla “fine del mondo”. Questo luogo esiste, precisamente in un libro che rappresenta un tesoro dell’antropologia italiana: La fine del mondo. Contributo all’analisi delle apocalissi culturali di Ernesto de Martino.

apprendimento /disapprendimento

Il mantra del neoliberismo è che una società globalizzata offre maggiori opportunità di “crescita” grazie alle reti e alle connessioni fra capitali finanziari e mercati propiziando la circolazione di prodotti e culture. Tuttavia in questo mondo iperconnesso il bisogno di sottrarsi a discorsi omologanti cresce. Forse per questo oggi assistiamo a reazioni di crescente individualismo, chiusura, intolleranza.

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